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Le zone di produzione ...
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Trentino
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Valle dei Mòcheni (o Valle del Fersina)
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Percorsa dal torrente Fersina, affluente di sinistra dell'Adige, dista una ventina di chilometri da Trento. È un raro angolo dove l'equilibrio uomo-natura s'è mantenuto intatto come all'epoca della colonizzazione medievale. Isola linguistica di origina tedesca, merita di essere visitata per la bellezza dei suoi paesaggi da fiaba e l'intensità dei suoi colori; prati, boschi, monti e colline terrazzate cosparse di steccati in legno, di malghe e masi caratteristici, esercitano un fascino davvero particolare. In passato, i piccoli frutti che crescevano spontanei e abbondanti nei boschi che coprono i fianchi della valle, costituivano una fonte di reddito importante per gli abitanti. In questi ultimi decenni, l'introduzione della coltura di queste specie frutticole ha dato sicuramente maggiore impulso all'economia locale. L'abitato di Sant'Orsola, è la sede "storica" dell'omonima Cooperativa, fondata agli inizi degli anni '70.
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Valle di Non (o Anaunia)
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Abbracciata dalle Dolomiti di Brenta e da altre importanti catene montuose e solcato dal fiume Noce, l'Anaunia è celebre per i suoi grandiosi panorami, per le pendici e le spianate popolate di numerosissimi villaggi e castelli e ricoperte di boschi e di pascoli; ma anche per i suoi meleti che conferiscono al paesaggio una nota d'incomparabile bellezza. Il verde, lo spazio, la quiete dell'ambiente, uniti alla storia, all'arte, fanno di questi luoghi un'attrattiva turistica sia d'estate che d'inverno. Di recente, accanto alla tradizionale coltura degli alberi da frutto (meli, peri) - base dell'economia agricola - e all'allevamento del bestiame con i prodotti caseari ricavati, s'è inserita anche la coltivazione dei piccoli frutti (lamponi in particolare) e della ciliegia. Questo, soprattutto nell'alta valle (Rumo, Smarano, Fondo ...) ove ha trovato condizioni ambientali favorevoli.
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Altopiano di Piné (o Valle di Piné)
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Posto fra i 900 e i 1200 metri, a una ventina di chilometri da Trento, l'Altopiano di Piné, pur delimitato, come la confinante Valle dei Mocheni, da alte montagne, è caratterizzato da un dolce profilo, ingentilito dalla presenza di incantevoli colli e di specchi d'acqua balneabili e molto pescosi. Ambiente ideale per la famiglia e per chi ama fare passeggiate, questa bellissima zona di mezza montagna si distingue in modo particolare per il colore verde: a quello dei prati s'alterna, lungo tutta la valle, il verde più marcato dei boschi di conifere (pini in particolare) e di latifoglie, nei quali vi è abbondanza di funghi, mirtilli, fragoline e lamponi. La coltura dei piccoli frutti si è diffusa quasi in contemporaneità con la vicina Valle del Fersina e costituisce, al pari del turismo, un'importante fonte di reddito per gli abitanti.
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Altopiano della Vigolana
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Posto a 700 metri di quota, ad una decina di chilometri da Trento, è uno dei territori più piacevoli da visitare per una vacanza distensiva. Valico di collegamento tra la Valle dell'Adige, l'Altopiano di Folgaria e la Valsugana, è Circondato dai massicci della Vigolana e della Marzola, che lo riparano dai venti del nord. Qui è possibile compiere rilassanti passeggiate nei boschi di conifere e faggi, il cui sottobosco presenta un'infinita varietà di fiori ed erbe, e ammirare prati verdissimi e campi coltivati con antica passione e con moderne tecnologie. In questi luoghi la coltura dei piccoli frutti e della ciliegia ha trovato l'ambiente ideale: a Vigolo Vattaro, località principale dell'Altopiano, la Cooperativa Sant'Orsola ha realizzato un campo sperimentale per la selezione delle varietà più gustose e redditizie, sfruttando le tecniche produttive più razionali ed efficaci.
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Pergine e dintorni
Pergine, Caldonazzo e Levico, importanti centri dell'Alta Valsugana a poca distanza da Trento, come pure tutto il loro circondario, oltre alla produzione di ottima frutta - per cui sono state realizzate abbastanza di recente varie piantagioni modello - offrono un clima particolarmente mite, splendidi laghi (Caldonazzo e Levico), terme rinomate di acque arsenicali-ferruginose (Levico e Vetriolo) e opere storico-artistiche di grande valore (v. castel Pergine). La conca perginese, coperta di boschi e campagne, spianata dalle alluvioni del Fersina, si allarga bellissima, circondata com'è da una serie di verdi colline, animate da paesi che hanno sullo sfondo il severo, boscoso profilo dei monti.
A Pergine e dintorni la coltura dei piccoli frutti, e della ciliegia in particolare, ha avuto in anni recenti un impulso notevole: qui, in località Zivignago, si trova la sede attuale della Cooperativa Sant'Orsola.
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Bassa Valsugana
Da sempre grande via di comunicazione tra la valle dell'Adige e il Veneto orientale, nel corso dei secoli ha vissuto il passaggio di popoli e dominazioni nuovi e diversi: ne sono testimonianza castelli arroccati sulle alture, imponenti rovine di fortezze militari, vie e palazzi degli antichi borghi che conservano le suggestive atmosfere d'un tempo.
Lungo il solco vallivo del fiume Brenta e sui pendii soleggiati, i paesi della Bassa Valsugana (Roncegno, Borgo, Telve, Castelnuovo, Strigno, Grigno, ecc.) offrono un'economia agricola e artigianale (rame, ottone, ferro battuto e legno), oltre ad un'attività turistica e termale (v. Roncegno). I piccoli frutti, la fragola e la ciliegia si inseriscono in maniera ottimale fra le altre colture di frutta (mele e uva), ortaggi e cereali. La coltura dei piccoli frutti è circoscritta, in particolare, alle zone del conoide di Telve (mirtillo) e del circondario di Roncegno (mirtillo e fragola). La cucina tradizionale, propone anche confetture, dolci, sciroppi e grappe a base di fragole, ribes, lamponi, more ecc.
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Valle di Cembra
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Geograficamente divisa in due sponde separate dal torrente Avisio si presenta, nella parte superiore, come un paesaggio ineguagliabile con i suoi chilometri di muri a secco, costruiti per sostenere il lungo balcone dei moltissimi vigneti. Accanto ad incantevoli laghetti, riserve naturalistiche, prati e boschi macchiati dalla tipica roccia porfirica, a rendere unico l'ambiente di questa valle contribuiscono le Piramidi di Terra di Segonzano, un fenomeno di erosione di incomparabile bellezza. L'interessante artigianato della lavorazione del porfido, l'agriturismo e la viticoltura, che consente la produzione di vini e grappe di qualità, costituiscono delle importanti fonti di reddito. Ad esse si è aggiunta, in questi ultimi anni, la coltura dei piccoli frutti (mirtillo e lampone in particolare), favorita sia dal clima sia dalla conformazione e dalla qualità di terreno.
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Valle dell'Adige
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La principale valle del Trentino si sviluppa per circa 200 chilometri (dalla Stretta di Salorno fino a Borghetto) offrendo al turista una tale varietà di aspetti paesaggistici e antropici da renderla fra le più interessanti di tutto l'arco alpino. Nel tratto da Borghetto a Calliano, la valle prende il nome di Val Lagarina ed è tutta un susseguirsi di vigneti a pergola sulle colline che degradano verso il fondovalle. Da Trento, dove la conca è più larga, fino a S. Michele, presenta una vasta zona agricola con grandi quantità di mele, per e uve scelte che danno vini pregiati. È la zona classica del "Teroldego" che, proprio in corrispondenza dell'Istituto Agrario di S. Michele, come pure in tutta la Piana Rotaliana, trova la sua massima esaltazione. Di una certa rilevanza è la coltura della mora nella Val Lagarina, mentre più sporadica è la medesima coltura, unitamente a quella del ribes, nei dintorni di Zambana.
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Tesino
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Un verde altopiano, in cui boschi e prati si alternano a piccoli paesi distribuiti lungo l'antico tracciato della Via Claudia Augusta, immerso ancora in una riposante atmosfera di felice isolamento: è il Tesino, situato a ridosso della Valsugana e coronato dalla millenaria catena del Lagorai. Il luogo di vacanze distensive, cucina genuina, trekking, escursioni e passeggiate a contatto con la natura. In questa conca si trovano i paesi di Pieve, Cinte e Castello Tesino; qui, la folta schiera dei turisti può usufruire, sia in estate che in inverno, di numerose opportunità: la visita alle interessanti grotte carsiche, le antiche tradizioni e il folklore (v. caratteristici costumi conservati per le grandi occasioni), le piste sciistiche invernali di Passo del Brocon ecc. Accanto alla tradizionale economia silvo-pastorale, s'è innestata, negli ultimi decenni, anche quella agricola, incrementata dalla coltura della fragola.
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Valli del Primiero e del Vanoi
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Questo settore del Trentino sud-orientale comprende due solchi vallivi principali, quello del Cismon, con i noti centri di S. Martino di Castrozza e di Fiera di Primiero, cui fanno da sfondo le bellissime Pale di S. Martino, e quello del Vanoi che s'addentra fra le rocce porfiriche del Lagorai e quelle granitiche di Cima d'Asta. Tutta la zona è di grande richiamo turistico, sia per le modernissime attrezzature di risalita estivo-invernali e per le grandi arrampicate, sia per la bellezza delle sue dolomie, pallide nelle notti lunari e fiammeggianti al tramonto. L'edilizia è quella tipica alpina con le vecchie case ove predomina il legno (stanze rivestite in legno, scandole, ballatoi in legno, tabià per l'essiccazione del fieno ecc.) e gli affreschi religiosi sulle facciate. Nella Val del Vanoi (Canal S. Bovo), molte sono le zone intatte e la presenza di baite e fienili denota che l'attività principale dei valligiani era un tempo quella silvo-pastorale. Di recente introduzione è, invece, la coltura della fragola.
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Lomaso
Da Ponte Arche, nelle Giudicarie esteriori, parte la strada che attraversa il bellissimo altopiano del Lomaso, una fra le più pittoresche località del Trentino, caratterizzata dal verde dei prati e dei boschi che si spingono fin sulla vetta dei monti.
A Fiavè, paese molto antico e centro agricolo importante, nei pressi della "Torbiera" (antico bacino lacustre) vi è un'area palafitticola dell'età del bronzo con numerosi oggetti di bronzo, selci e utensili lignei. Le molte campagne presenti nella zona alimentano un'economia agricola di notevole interesse (patate da seme, frutta, allevamento del bestiame), incentivata ora anche dalla coltura del ciliegio.
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