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Frutti di bosco, piccoli frutti, frutti rossi: qual è la terminologia corretta?

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Frutti di bosco, frutti rossi e piccoli frutti sono la stessa cosa?

Spesso, quando si parla di lamponi, more, mirtilli e ribes, ma anche di fragole, fragoline e a volte di ciliegie, per includerli tutti in un unico insieme si tende a usare il termine generico “frutti di bosco”.

Si tratta sicuramente della dicitura più diffusa, quella a cui tutti (ad eccezione degli addetti ai lavori ) sono generalmente più abituati e familiari. Ma è quella corretta? E quali sono, se ci sono, le differenze tra frutti di bosco, piccoli frutti e frutti rossi?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

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Frutti di bosco e piccoli frutti

In realtà, il termine corretto per parlare di mirtilli, lamponi, more, ribes rosso, ribes bianco e baby kiwi coltivati (non, quindi, cresciuti spontaneamente) è “piccoli frutti”.

Il motivo è semplice: nella quasi totalità dei casi i frutti che trovate sugli scaffali del supermercato, sui banchi del fruttivendolo o del mercato (così come quelli che ordinate online!) non sono cresciuti in un bosco.

Sarebbe più corretto usare la terminologia “frutti di bosco”, invece, per parlare di tutti quei frutti che si sviluppano e crescono spontaneamente in particolari condizioni climatiche e ambientali, come il sottobosco di alcune zone montane. Tra questi troviamo sempre mirtilli, lamponi e ribes nelle loro varianti selvatiche, ma anche amarene, visciole e bacche come quelle del sambuco. È una terminologia che sicuramente, per molti, evoca anche un particolare immaginario, spesso di tipo affettivo: quanti per esempio hanno raccolto qualche mora selvatica sul ciglio di una strada di montagna, o hanno ammirato (e perché no, gustato) delle fragoline rosse camminando su un sentiero boschivo?

In inglese, va detto, è tutto più semplice: il termine “berries” permette di parlare senza problemi di tutti questi frutti, siano essi spontanei o meno, comprese le fragole e ad eccezione delle ciliegie.

E i frutti rossi? E le bacche?

Anche la dicitura “frutti rossi” non è sempre usata in modo univoco: alcuni la scelgono come sinonimo di frutti di bosco, altri per riferirsi ai soli frutti di colore rosso. Si tratta in realtà di una categoria convenzionale, che non ha riscontri precisi in ambito botanico, e include al suo interno anche le fragole e le ciliegie, che a loro volta, invece, non sono parte della famiglia dei piccoli frutti!

Forse alcuni di voi avranno pensato anche alle “bacche”. Il termine “bacca” indica, nella terminologia botanica, un particolare tipo di frutto carnoso. Alcuni esempi? Sono bacche il pomodoro, la melanzana, il peperone e gli acini d’uva. Non sono bacche, invece, le fragole! Le deliziose e succosissime fragole, infatti, sono dei frutti aggregati o “falsi frutti”: i veri frutti sono i semini gialli che si vedono sulla loro superficie, i cosiddetti “acheni”.

Ma allora, come li dobbiamo chiamare?

Niente paura. Anche se il termine “piccoli frutti” è quello più corretto, usare le varianti “frutti di bosco” e “frutti rossi” non è un vero e proprio errore: il bello del linguaggio, e del lessico che usiamo tutti i giorni per riferirci alle cose di uso comune, è proprio nel suo essere vivo, fluido, mutevole.

Noi stessi, che di piccoli frutti ce ne intendiamo, talvolta per parlare con i nostri consumatori usiamo e preferiamo la terminologia “frutti di bosco”:  forse non sarà quella perfetta, ma è quella giusta nella misura in cui ci permette di essere più chiari, diretti e immediati per farci capire anche da chi non è uno specialista.